Truffa SIM Swap: ottenuto il rimborso integrale di 30.000 euro per il correntista

Le frodi bancarie realizzate attraverso la tecnica del SIM Swapping possono provocare danni economici ingenti, ma non sempre le conseguenze devono ricadere sulla vittima. È quanto accaduto a un correntista che si è visto sottrarre 30.000 euro dal proprio conto corrente dopo che alcuni truffatori, utilizzando documenti falsi e una denuncia di smarrimento contraffatta, erano riusciti a ottenere un duplicato della sua SIM telefonica. In questo modo avevano intercettato i codici SMS necessari per autorizzare un bonifico non riconosciuto dal cliente. Di fronte al rifiuto della banca di restituire le somme, la difesa, curata insieme dall’Avv. Corrado Politi e dall'Avv. Valentino Mazzeo, ha contestato l’attribuzione di responsabilità al correntista, evidenziando l’assenza di comportamenti imprudenti da parte sua e le criticità dei sistemi di sicurezza dell’istituto, considerato che l’operazione era stata effettuata da un dispositivo e un browser sconosciuti. Il Tribunale di Reggio Calabria ha accolto le argomentazioni difensive, condannando la banca a restituire l’intera somma di 30.000 euro, oltre rivalutazione monetaria e interessi legali. La decisione conferma l’importanza di valutare attentamente le circostanze di ogni frode informatica e gli obblighi di sicurezza dell’intermediario. Il fatto che un pagamento sia stato autorizzato attraverso codici di autenticazione non esclude, di per sé, il diritto del cliente al rimborso. Chi subisce un bonifico fraudolento o una truffa bancaria e riceve un diniego dalla propria banca dovrebbe quindi verificare le ragioni del rifiuto e le eventuali responsabilità dell’istituto.

10/16/20261 min read

a man riding a skateboard down the side of a ramp
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